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Alvian Joy Sculptures, la perfezione dell'imperfezione

“L'imperfezione ci rende diversi in modo perfetto”. Parola di Alessandro e Andreana, founder del brand di gioielleria Alvian, nato nel 2012. Dopo un lungo apprendistato nella bottega di un'affermata scultrice senese (Vittoria Marziari) e i primi lavori (statuine, pannelli ma anche oggetti d'arredo), i due designer hanno deciso di lanciare una loro linea di gioielli-scultura in bronzo, spesso ricoperti da materiali preziosi come oro 24 carati, argento puro e oro rosa, chiamati “Alvian Joy Sculptures”.

Ogni pezzo è realizzato esclusivamente a mano e, quindi, one of a kind, irripetibile, all'insegna del vero artigianato, ma soprattutto dell'arte che crea solo opere nate per essere uniche. Chi tenta di riprodurle non è che un falsario o un mancato artista che, nel suo blackout di idee e creatività, ruba dall'universo creativo dei veri artisti una scintilla di luce che però tra le sue mani finirà per spegnersi dopo aver generato pallide imitazioni di creazioni, invece, assolutamente luminose anche grazie alla loro imperfezione che altro non è, nell'arte, se non un modo di definire l'unicità di un'opera che forse doveva nascere altrimenti nelle mani dell'artista, ma è la mente a guidare queste mani in ogni singolo processo artigianale e forse ogni vera opera d'arte ha un suo destino in fieri che nemmeno l'artista può dominare, in questo vortice di ispirazione e pensieri che lo cattura e lo rapisce.

Alla fine l'imperfezione è perfezione, il contrario non sarebbe arte o lo sarebbe solo in senso freddo e industriale. Ma con Alvian si parla di alto artigianato, quindi dell'unicità dell'imperfezione. È un discorso molto affascinante e sorprendente proprio come i gioielli scultura di Alessandro e Andreana, affascinati dalla leggerezza e duttilità del bronzo. La linea di gioielli, “Alvian Joy Sculptures”, sin dal nome vuole esprimere la gioia del creare sculture in miniature presentate come gioielli da indossare. Imperfetti, ma perfetti, unici e irripetibili come ogni persona che li indossa perché non esiste, né esisterà mai un essere umano uguale ad un altro. E così l'arte incontra la vita e la vita l'arte.

 

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