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Double Fantasy, Schiaparelli Haute Couture Paris SS2020

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“Da quando ho iniziato questo lavoro la scorsa primavera, ho pensato molto alle donne. In un certo senso, questo non è così insolito: molto prima che diventassi un designer, molto prima ancora di sapere cosa significasse la parola "musa", guardavo e ammiravo le donne e le ragazze intorno a me: mia madre, le mie sorelle, le mie amiche.

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Una delle cose che realizzi presto come osservatore della femminilità è che il genere invita quasi a una dualità; per gran parte della storia, essere una donna nella storia significava nascondere una parte di te almeno: era pericoloso essere troppo potenti, troppo seducenti, troppo sovversive.

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E così, mentre mi sono seduto lo scorso autunno per immaginare questa collezione, ho pensato molto a come le donne che amo di più, ora e nel corso della storia, abbiano sempre vissuto due regni contemporaneamente.

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Ho iniziato, ovviamente, con Elsa Schiaparelli stessa. Era una sognatrice, ma non nel senso trasandato e spensierato del termine: i suoi sogni erano attivi, propulsivi, esuberanti, stravaganti, ribelli, ambiziosi. Ha creato (e vestito) un identità femminile definita. Era irriverente nella definizione più vera della parola: per chi aveva poco tempo o rispetto per le restrizioni del convenzionale o tradizionale di quegli anni. Vivere come ha fatto, pensare come ha fatto, richiede un vero coraggio, di convinzione, sì, ma anche di immaginazione.

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Eppure essere una donna dai gusti e dalla visione singolari non significava che non accettasse anche il glamour, la performance, il brivido e il potere della propria sessualità. Conosciamo tutti questa donna, dalla forte personalità con il suo irremovibile autocontrollo.

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Sono arrivato a pensare a queste due personalità come il surrealista e la seduttrice, ed è proprio su queste due definizioni - e l’immaginario e sottile spazio fittizio tra loro - che celebro in questa collezione. Per il giorno, per la donna dalla personalità surrealista, ho creato abiti morbidi in lana drappeggiata, estiva che si proiettano in una disattenzione quasi impertinente, il tutto reso con una tavolozza ricca di colori: cioccolato, caramello, crema, blu scuro, nero.

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Per la seduttrice notturna, ho realizzato abiti freddi luccicanti in faille di seta e raso con neri frizzanti, bianchi e blu reale iper-saturi.

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Unendo queste due versioni della donna: giorno e notte, spiritoso e sensuale - è una vera passione al tatto, dalla lana asciutta degli abiti che si increspano nella mano come foglie, alla morbidezza di un body in pelle e, soprattutto, nei bijoux, che impreziosiscono non solo orecchie, collo e mani, ma l’intera visione.

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Volevo rendere omaggio sia all’ispirazione dei surrealisti che dei dadaisti sulle parti del corpo - l'occhio, la schiena, il busto, nonché alle forme esili di Alberto Giacometti, in cui la forma umana si riduce ad una serie di linee poetiche. Come appare nel  suo lavoro di bijoux in ottone simili a stick, tributi essenzialistici del corpo umano.

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In questa collezione, la gioielleria è indossata al di la dei tradizionali schemi: si oppone agli avambracci, al corpo, al collo, agli occhi, spostandosi nello spazio e nei volume.

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Come a dimostrare che ogni parte di una donna può essere adornata e anche che l'ornamento assume molte forme, da perle incastonate in oro, denti coronati da diamanti e delicati polsini modellati da sottili aste di ottone cucite a delicati guanti di tulle e ricami che brillano attraverso il movimento del corpo, un cenno al rivoluzionario abito scheletro in crepe di seta del 1938 di Elsa. Qui, i gioielli non sono un accessorio o un'appendice, ma un elemento essenziale e vivo come un cuore o un polmone.

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Il mio sogno è sempre quello di far vedere le donne che vesto. Non solo per quello che sembrano, ma per quello che è la loro vera anima: la propria personalità che vogliono mostrare al mondo, ma anche con quell’intimo carisma che riservano a quelli che amano. Questi sono vestiti per il regno del fantastico e sono anche quelli che rivelano la verità.”

Daniel Roseberry

Press Office: Schiaparelli
©Schiaparelli

 

 

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